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"Decisamente originale e interattiva, indubbiamente insolita e fuori dal comune”, così la descrive la critica Anna Soricaro durante l’esposizione per il premio
Brera.
Nata a Firenze il 29 Marzo 2000, formatasi al liceo artistico di Porta Romana, ha poi frequentato alcuni corsi all’accademia di belle arti di Brera, a Milano, sullo studio corpo- spazio-mente e psicoterapeutica artistica.
Un passato da ballerina con formazione in danza classica e contemporanea, cura personale per la musica e il cinema, Elisabetta Amoruso è un’artista a tutto tondo, una pittrice e performer Toscana, che attualmente lavora e opera a Berlino
Il suo lavoro si indirizza verso l’arte terapia. I suoi quadri sono autoritratti dove mostra le sue emozioni in modo nudo e crudo: la sua vita segnata da numerosi avvenimenti negativi conferisce alle sue opere una nota malinconica e struggente ma con una scelta cromatica romantica quasi onirica, in netta contrapposizione col dolore che esprimono le tele.

 

  

Un segno forte e nervoso, lontano dalla formazione classica, abbandona la cura per concentrarsi all’impatto, all’essenza, al sentimento e alla forza dei colori, sempre primari e brillanti che mescola direttamente sulla tela in modo istintivo.
Nota distintiva del suo operato è l’utilizzo frequente di codici QR scannerizzabili dagli spettatori che mostrano video di sue performance e digital art dove i suoni e la musica giocano un ruolo fondamentale trasportando le sue emozioni oltre la tela.
“I codici QR sono il mezzo tramite cui io e lo spettatore interagiamo, non gli metto un video davanti che è costretto a vedere, è lui che sceglie di aprirlo, sceglie di ascoltarmi, sceglie di vedermi. È inoltre un modo per avere una sorta di simbolo distintivo che rende il quadro contemporaneo”. Così si racconta Elisabetta alla dottoressa Leonarda Zappulla durante l’intervista per “I Narratori del Nostro Tempo” di Vittorio Sgarbi, progetto su cui sta attualmente lavorando.
Per capire i suoi quadri è fondamentale quindi capire cos’è l’arte terapia: a differenza delle classiche sedute di psicoterapia dove le modalità di setting e relazione tra il terapeuta e il paziente si 
 

 

concentrano sulla narrazione dei disagi che lo stesso affronta e quindi dei propri disturbi e sofferenze, l‘arte terapia fa uso di uno strumento chiamato “mediatore artistico“, che nasce dallo sfogo creativo del paziente, eseguito attraverso qualsiasi forma d’arte e d‘espressione che possa metterlo a suo agio in base al suo background esistenziale, le preferenze e i suoi bisogni. Questi mediatori sono il fulcro della seduta e sono fondamentali per l’espressione di sé, per l’esplorazione delle emozioni e lo sviluppo di strategie di problem solving guidate proprio dalla creatività e sensibilità di ogni individuo.
Per molte persone parlare dei propri disagi non è infatti il modo più efficace, comodo e agevole con cui comunicare i propri stati d‘animo, mentre con l‘arte terapia é possibile raccontare senza dover narrare, andando a identificare e risolvere i propri disagi.
lo sfogo creativo del paziente costituisce infatti un Medium di cura sia tra il paziente e lo psicoterapeuta, che tra il paziente e se stesso.
Questo ramo della psicoterapia è molto funzionale ma purtroppo ancora poco conosciuto. Lo scopo di Elisabetta è infatti sensibilizzare le persone sulla comprensione del proprio dolore e avvicinarle, in caso ne sentano la necessità, a questa disciplina.
Il suo lavoro si concentra quindi sulla sensibilizzazione, normalizzazione e analisi del sé e degli stati d’animo, una grande seduta a suo modo di arte terapia di massa dove la figura di paziente e terapista si alterna ripetutamente tra l’artista e lo spettatore in un dialogo interno tramite dei Medium artistici di sua manifattura basati sul suo vissuto ma volti a far identificare anche il fruitore negli stessi.
La sua ricerca artistica presente e futura si divide infatti in tre fasi: Presa di coscienza del dolore
L‘accettazione e analisi del dolore
La cura del dolore.
Attualmente sta lavorando alla fase 1, quella d’impatto, emotiva, sensibile, vulnerabile, lo specchio interiore, dove si liberano i sentimenti e si prende appunto coscienza delle proprie emozioni, la parte più intima e vulnerabile dell’uomo, quella più dolorosa e agonizzante di cui dobbiamo però prendere coscienza, accettare e analizzare per poter guarire le ferite e finalmente non esserne più succubi.
I codici qr sono fondamentali in quanto, essendo arte terapia a favore del fruitore, esso non é costretto a guardarsi dentro e affrontare se stesso tramite le performance dell’artista, ma è il fruitore, con i suoi tempi, che dopo una presa di coscienza iniziale decide di scannerizzare i codici, decide di vederla, di ascoltarla, e capirla.
È proprio in questo atto di empatia che il fruitore va in modo inconscio ad accogliere e accettare non solo il dolore dell’artista ma anche il suo stesso dolore, é qui che il codice arriva all’apice del suo significato divenendo non più una fredda e distaccata trasmissione di dati ma un vero e proprio scambio emotivo ed intimo tra l’artista e il fruitore, e tra egli e se stesso.
È così che lo spettatore da quella che può sembrare una rappresentazione del dolore altrui si immerge in una profonda analisi interiore di se stesso e si vede in uno specchio.
Lei stessa sostiene che il suo intento è che le persone possano riconoscersi nelle sue opere sentendosi comprese e meno sole nel loro dolore.
Mostre recenti:
Nel 2023 esporrà alla Florence Biennale
Ha esposto a Venezia presso la galleria Accorsi in occasione della 59esima edizione della biennale nella collettiva « Noi ci siamo » e a Firenze presso la OnArt Gallery nella collettiva « Vivere lo spazio » , sempre a Firenze presso la Roccart Gallery nell’ultima tappa di
« Omaggio a Pasolini » Ha preso parte alla mostra a realtà aumentata di m.a.d.s. art gallery nella sede di Milano e Fuerteventura raggiungibile anche nel metaverso.
Ha partecipato inoltre a varie collettive Nazionali ed internazionali esponendo ad Asti, Berlino, Budapest, Cesenatico, Firenze, Innsbruck, Milano, Palermo, Principato di Monaco, Venezia. Prenderà arte al tour biennale d’Europa a Parigi: Salon International d’Art Contemporain Carrousel du Louvre per la Fiera Art Shopping ‘22, a Barcellona: MEAM - Museo Europeo d’Arte Moderna - Palazzo Gomis, Londra: Sleek Art in Shoreditch Gallery e Venezia: palazzo Storico - Scuola Grande di San Teodoro.
È stata selezionata per la biennale di Asti
Ha partecipato a diverse fiere nazionali ed internazionali come: art3f 22 Principato di Monaco ‘22, ArtFair Innsbruck 26esima edizione, sarà presente a Paris Art Shopping ‘22 e Arte Padova ‘22.
È stata pubblicata su diversi cataloghi d’arte come Biancoscuro magazine, e diversi periodici bimestrali di ArtNow tra cui il manuale spagnolo “España top Art Selection” per il mercato di Spagna, è in prossima uscita nell’annuario Artisti 23 Mondadori; attualmente sta portando avanti una collaborazione con la dottoressa Leonarda Zappulla e Vittorio Sgarbi e sarà prossimamente in onda la sua intervista radiofonica con StoryTime su RadioItalia5
La sua ricerca è solo all’inizio e il suo obbiettivo è includere sempre più elementi come la scultura e la fotografia ma anche suoni, odori, gusto e l’uso del suo corpo che possano coinvolgere sempre più gli spettatori.